lunedì 15 settembre 2014

RFS


Ad un certo punto sono piccolo e gioco coi transformers mentre guardo la tivu.
Dentro la tivu invece c'è sto tipo indiano che tenta di indovinare il prezzo di una scatola di pelati.

Quattro.

Uno.

Ce l'ha quasi fatta quando tutto inizia a farsi scuro. Il concorrente inizia asd urlare, dice che il prezzo lui lo sapeva già, era 1490, e che tutto il gioco era truccato.
Ma queste ultime parole non le sentono tutti, sono coperte dal frastuono delle sirene e mentre mi avvicino alla rete metallica che ci divide Mike sembra per un attimo uno zombie, gli urlo che io oramai ho sentito tutto.
Mentre i poliziotti iniziano a manganellare il concorrente indiano con dei tubetti giganti della maionese calvè io oramai sono adulto, e siamo per strada.
Finito di mazzuliare i poliziotti in anti sommossa si girano all'unisono a guardarmi, scappo.
Mentre seguo una musichetta rassicurante mi ritrovo appeso ad una gigantesca luminaria, la scritta al neon recita ”AHI AHI AHI SIGNORA LONGaRI” salto verso la luminaria successiva, una gigantesca colomba col ramoscello di ulivo, ci finisco proprio in mezzo e sono nell'acqua. Affondo.
Ritorno in superficie e mi aggrappo ad un barcone, degli immigrati mi aiutano a salirci. Mentre osservo le povere anime che mi circondano mi rendo conto che la mia faccia ha perso i connotati, non ho più una faccia, preso dal panico inizio a cercarla sul fondo del barcone, ma ci trovo solo banner publicitari, robe del tipo “enlarge your penis” o “make a lot of money from internet in 3 steps”.
Ne afferro uno e lo spalmo in faccia.
Sorrido.
Posso di nuovo farlo.

domenica 3 agosto 2014

E' IL COMMERCIO CHE CE LO CHIEDE


Hai mai sentito parlare del TTIP?
Forse avresti dovuto, perchè ti riguarda, riguarda tutti noi.

Il TTIP (Partenariato trans-atlantico per il commercio e gli investimenti) è un accordo internazionale in fase di stipulazione fra europa e USA, si pone l’obiettivo di rimuovere le barriere commerciali in una vasta gamma di settori economici per facilitare l'acquisto e la vendita di beni e servizi tra Europa e Stati Uniti. Come denunciato da studiosi qualificati e competenti alcuni dei quali addiritura collaboratori dell'UE nel processo di valutazione del trattato, ci troviamo davanti al sogno segreto di ogni Liberista. Mentre la propaganda europea già ci racconta dei benefici economici che ne deriveranno in realtà il trattato sembra più avere lo scopo di livellare (sicuramente al ribasso) le limitazioni imposte alle multinazionali dagli stati che le ospitano, garantendo di fatto l'immunità in caso di contenziosi.
Lo sanno bene i Canadesi citati per 250 milioni di danni dovuti a profitti perduti da una compagna americana per avergli impedito la pratica del fracking sul proprio territorio. Tutto questo in quanto parte del NAFTA.

I rischi sono molti e comprendono:
- Invasione di prodotti OGM
- Maggiore impunità rispetto ai danni ambientali
- Attacchi alle leggi a tutela dei diritti dei lavoratori
- Abbassamento degli standard tecnici sulla sicurezza dei prodotti in commercio
- Scomparsa progressiva dei servizi pubblici
- Perdita della riservatezza dei dati personali
- Indebolimento della sovranità giuridica nazionale

Solo l'idea di un maggiore potere in mano alle multinazionali dovrebbe far rabbrividere qualsiasi persona dotata di un minimo raziocinio.
Una migliore qualità della vita non può passare da un ulteriore spinta verso il libero commercio che vede le persone come merci e i diritti come guinzaglio.

Di NO al TTIP


illlustrazione di Paul Kucznsky

venerdì 19 luglio 2013

Fango sulla lapide

Come se non bastasse l'insultante idea di rendere scrivibile su targa solo la "verità giuridica" in un momento dove una delle figure politiche di maggiore spicco, non che ex presidente, non fa nient'altro che allontanare da se ogni tipo di riscontro legale, ariva pure la mano vigliacca di un poveretto ad inasprire gli animi.
Magicamente nella notte del 17 , qualche dispettoso con mano tremante modifica la targa anarchica dedicata a Giuseppe Pinelli trasformando l'UCCISO in un UCCISOsi.


La demenzialità dell'idea di partenza è palese, vogliamo presto il riconoscimento giuridico delle madonne e di tutti i santi, così non fosse venisse rimossa dalla targa anche quella dicitura. E che dire dei vari gerarchi fascisti che ancora insultano la nostra topografia senza che nessuno se ne occupi?

Detto questo, la targa dedicata a Pino, non per niente da tempo accostata a quella comunale, nasce dalla volontà di cercare la verità in un paese che troppo spesso cerca di nasconderla. .
La verità giuridica sui fatti di Piazza Fontana rimane ben lontana dalla verità storica, verità ancora scomoda e che con questi mezzucci ancora si cerca di adombrare e offendere.
Per noi non è solo un simbolo storico-identitario, ma è simbolo di quelle ingiustizie davanti alle quali mai ci piegheremo.
Qundi tranquilli tutti, quella targa non può sparire, è marchiata sui nostri corpi e nelle nostre menti, toglietela, la rimetteremo, in un modo od in un altro.

Mercoledì 24 Luglio, alle ore 18.00 Piazza Fontana

Rendete pure legali le vostre falsità, ma sappiate che noi non staremo zitti.











sabato 8 dicembre 2012

E' SEMPRE COLPA DEI GIAPPONESI, E UN PO' DEGLI AMERICANI

Ci risiamo, all'alba della fine del mondo per il becerismo cattolico il nemico rimane quello, quei fottuti pupazzi con gli occhi grossi che negli anni hanno costretto orde di giovinastri ai più infimi dei comportamenti, dalla bestialità all'esoterismo malefico passando per le dita nel naso.
Ma per fortuna ci sono eroi come il buono e giusto Padre Amorth (dum-da-da-dum) che ci difendono da questa ordalia.
Per chi non lo sapesse il pio Padre Amorth (dum-da-da-dum) è un esorcista di nostro signore, un esorcista vero, micacome quelli di quei filmacci che fanno piangere Gesubbambino e che poi magari ti tocchi la sotto fammici dare un occhiata che non si sa mai.
Insomma l'indomito padre si scaglia in nome di ciò che c'è di buono e giusto contro praticamente qualsiasi cosa, dallo yoga a quel finocchio di Harrypotte, ben cosciente che il complotto giudaico comunista trama nell'ombra per consegnare le menti più condizionabili tra di noi ( che stranamente non sono quelli che se lo cagano ) direttamente fra le grinfie dello dimonio.
E dove un vate di tele dimensioni può trovare la giusta eco?
Ma ovviamente nella più santa delle emittenti televisive, la sempre gradevole TV2000, che oltre a tentare di indurre al suicidio i più sensibili con continue repliche di Don Matteo , ha il merito di ospitare quel capolavoro di trasmissione che è "Vade Retro", originale e innovativo programma di approfondimento che ci aggiorno sugli artifici della bestia 2.0.
Ed è qui in un clima degno dei meglio numeri di "Cronaca Vera" che l'attacco dei puri si scaglia contro gli empi, nella fatispecie i giocattoli più amati dai bambini, che purtroppo dell'Action Figure di Lazzaro con la funzionalità alzati e cammina proprio non ne vogliono sapere.
Ce ne sarebbe per tutti chiaramente, ma l'anonimo psicoterapeuta in studio, il simpatico "presentante" e i suoi preoccupanti inviati, fra i quali spicca un molesta-edicolanti uscito paro paro da un romanzo Hard Boiled, hanno scelto per noi i peggiori:

1 La bambola Woodoo spiritosa

Avete presente quei negozi che vendono articoli (abbastanza) spiritosi dove ci si reca sotto le feste per fare regali (per niente) originali?
Bhe evidentemente la redazione di TV2000 si, ed è lì fra lo scherzo del micro profilattico ed una finta cacca che ha scovato questo pupazzo aberrante.
La bambola mefistofelica oltre ad essere di pessima fattura e secondo il presentante "probabilmente non conforme alle regole CEE", oltre ad essere dotata di pungenti spilloni (circa 3 cm) reca impresse le ignobili frasi che descriveranno le atroci torture al quale verrà sottoposto l'ignaro macumbato, in questo caso la prof.
Robe veramente pesanti del tipo: "portami alla sufficienza" o "cambia lavoro".
In più un coraggioso inviato ci informa che "contattando il produttore se ne possono avere molte altre".
Penso cinque o sei, un impennata nelle vendite.
Chiaramente la condanna è unanime e da lì a criticare la giunta Pisapia per aver munito con ben novecentocinquantaeuri il "secondo festival del Woodoo di Milano" il passo è breve.

2 Le brazze Vampirle

Da un po' di tempo le più giovani sono infatuate per queste cugine emo delle Bratz (che quelle si che erano inquietanti), in sostanza una rivisitazione in chiave modaiola dei mostri della tradizione Horror, quelli che tipo dal '64 non fan più paura a nessuno.
La critica di Don Amorth (dum-da-da-dum) è spietata e non ci risparmia dettagli, ma d'altronde si sa,partendo da quei giochi lì si arriva alle schifosate che fanno i satanisti tipo mettere sangue mestruale nel caffe degli sprovveduti, vi giuro che il concetto era pressapoco quello.
Anche qui un temerario inviato ci porta al cuore del problema (penso fosse una Standa) ma stando bene attenti ad oscurare il prodotto in questioneche non si sa mai che quelli della Mattel ci fanno causa e poi il Don s'incazza...
Da più parti in studio si inneggia al ritorno alle buone, care e frigide B@rbie.

3Le carte del diavolo

Giustamente il meglio se lo tengono per ultimo.
Senza troppi preamboli ci trociamo catapultati in un orrido antro di depravazione e satanismo.
L'edicola.
Ed è qui che si compie il più tremendo ed efferato dei misfatti, la vendita al dettaglio delle carte magiche corrompitrici di virgulti.
Qui ritroviamo il burbero inviato del quale vi accennavo all'inizio, impegnato a torchiare il povero edicolante che fa spalluce, per capire il mistico meccanismo luciferino celato fra le carte di XX XX XX, al secolo Yu Gi Oh, non che non si capisse.
Sempre sgarbatamente l'eroico inviato, agguantato un apostata 10enne, torchia il vizioso giovine così tanto da ricevere dal di lui padre una zoppicante spiegazione sull'utilizzo di quelle pubblicazioni bafomettiane, e dopo aver minacciato l'edicolante di mandargli la moglie se le carte fossero risultate pericolose (!!!) con fare da vero sborone se ne fugge dall'edicola con in manoun cospicuo malloppo di carte. Il che ci riporta al Don e ai suoi improperi dovuti al budget.
Neanche vi descrivo il fervore negli occhi del caro Padre Amorth (dum-da-da-dum) a pensare a questi poveri virgulti deviati dalla massoneria Giapponese ma anche un po' Americana.
Non mi soffermo neanche troppo sul rivolo di bava che colava di fianco alla bocca. Copertina e a nanna.
Grosse bordate arrivano anche dall'anonimo psicoterapeuta che, mentre il presentante se ne esce con parole senza senso, in un ragionamento contradditori degno dell' a lui caro Gollum, dopo averci spiegato che gnomi, nani e puffi son cosa buona e giusta solo se scritti da Tolkien, perchè lì si che i signori del male pigliano scarpate, ignorando completamente il concetto si Multimedialità definisce queste carte aberranti in quanto "in un gruppo di 100 carte alcune sono demoni, quindi va da se che uno impara che il satanismo è valido come le altre cose".
Vagli a spiegare quello che anche il mio non titolato edicolante sa da tempo, e cioè che questi deviati di bambini sbracciano e strepitano per "Numero 39: Utopia" la cherubina carta del protagonista che quasi fosse il suo angelo custode lo aiuta nella sua battaglia per la giustizia, la bontà, il fairplay e tutte quelle altre cazzate.

Ora io mi chiedo al posto di sparare cazzate random, non sarebbe più utile un bel corso di aggiornamento obbligatorio per tutti i prelati sul gioco di "Yu gi oh" più una bella fornitura di mazzi cattolici doc con mostri si buoni e giusti, ma anche spaccaculo combattere l'apostatia con le sue stesse armi?

Ma tranquilli per nostra fortuna siamo ben lontani da una cosa simile.

Intanto bambole di plastica meretrici sono babysitter preferibili alle rivali Zombie, e comunque figlia mia zitta e non rompere i coglioni che in tv c'è Don Matteo.


venerdì 6 aprile 2012

Teleromanza di una strage

Questa è una piccola raccolta di articoli critici sull'ultimo film di Marco Tullio Giordana "Romanzo di una strage", che vede i veri protagonisti di quel periodo fortemente inmpegnati a smontarne la tesi.

Intervista a Mauro De Cortes publicata sul Manifesto

https://www.facebook.com/notes/ponte-della-ghisolfa-milano/romanzo-di-una-strage-unoperazione-frutto-del-presente/375619859124973

Intervista a Carlo Lucarelli per l'Unità

http://www.unita.it/italia/piazza-fontana-ma-quale-doppia-bomba-1.397210

Articolo di Piero Scaramucci

http://www.brogi.info/2012/04/piero-scaramucci-sul-manifesto-la-tortuosa-strada-di-giordana-e-i-depistaggi-su-piazza-fontana.html

Commento di Guido Lorenzon

http://www.brogi.info/2012/04/piero-scaramucci-sul-manifesto-la-tortuosa-strada-di-giordana-e-i-depistaggi-su-piazza-fontana.html

Da segnalare anche l'e-book di Adriano Sofri in free download che smonta le tesi del libro di Cucchiarelli dal quale è stato tratto il film

http://www.43anni.it/

Il film che si pone l'obbiettivo di "ricostruire la verità" in realta secondo molti fa più che altro confusione.
Su tutti due sono i punti di contrasto:

-il primo è la tesi di una doppia bomba, una "buona" messa da Pietro Valpreda ( o da un suo sosia Fascista, mha) e una assassina che sarebbe imputabile al servizio segreto o ad una scheggia impazzita all'interno dell'area della destra estrema, tesi ampiamente smontata e basata su fatti non comprovati

-il secondo è la maniera nella quale viene tratteggiata la figura del commissario calabresi, nemico-amico alla "Red e Toby" dell'anarchico Pinelli, non solo viene estraniato dalla sua uccisione, ma addirittura il film sembra suggerire che sarà proprio il senso di colpa causato da questo lutto a spingere il commisario alla ricerca della verità fino al triste epilogo dell'attentato che gli costerà la vita


Bene questi due punti secondo la tesi anarchica ( ma non soloquella ) sulla bomba di piazza Fontana sono a dir poco inaccettabili.

La verità esiste, ma non è in questo film!

martedì 6 marzo 2012

Perchè la fiat non si contesta

Quando in un paese democratico ad un giornalista viene impedito di parlare ci perdiamo tutti.

La storia risale al dicembre scorso, durante una puntata di Annozero Corrado Formigli organizza una prova su strada che coinvolge una vettura Fiat e altre due, questo con lo scopo di decidere quale delle queste era la più veloce.
Bene visto che la Fiat si rivela la più lenta delle tre Formigli dovra risarcire all'azienda torinese 7 milioni di euro, e questo non perchè ha mentito o diffamato ma perchè avrebbe secondo il giudice dovuto parlare anche dei punti di forza del veicolo.
Il risarcimento record chiaramente non sostenibile da un unico giornalista viene deciso in maniera poco pulita.
Scopriamo da un articolo di Miena Gabanelli per il sito del Corriere che il pool di esperti ascoltato in fase processuale che poi deciderà l'entità del danno è composto da personaggi collegabili senza troppi sforzi alla Fiat stessa:

Francesco Profumo, al momento dell'incarico rettore del Politecnico di torino ente che dalla Fiat riceve direttamente finanziamenti.

Federico Cheli, responsabile di contratti di ricerca per il politecnico che vedono la Fiat come cliente.

Salvio Vicari, facente parte del consiglio di ammnistrazione della Valdani-Vicari e associati, azienda che ha  vari legami con la Fiat.

Chiaramente ci sono tutti i motivi per avere qualche preocupazione rispetto alla neutralità di questi soggetti.

Quello che trovo veramente intollerabile è il fatto che un azienda che vede la maggior parte dei suoi guadagni arrivare dall'Italia si permettà di fare il bello e cattivo tempo nel paese, minacciando i lavoratori di spostare la produzione all'estero pensando così di potere impunemente spostare richezza come meglio gli fa comodo, dimenticando completamente che è la Fiat ad avere bisogno dell'Italia prima che il contrario.
Ma guai ad instillare qualche dubbio sul fatto che forse prima che del costo del lavoro, qualche problema sta anche nella competitività del prodotto che questa azienda propone, sicuramente non te lo potrai permettere.

martedì 21 febbraio 2012

Non è l'Inferno perchè non ci credo



Consapevole del fatto che "Porta a Porta" non possa essere considerato un fedele ritratto di questo paese, una scenetta della puntata di questa sera ha colpito il mio immaginario.
Puntata dedicata a Sanremo che dopo gli immancabili dibattiti su vecchi rimbrottoni e sui rapporti fra meretrici e sfruttatori sui quali non mi soffermo perchè mi sembra se ne parli già troppo, arriviamo con sofferenza all'esibizione in playback della vincitrice della gara canora Emma Marrone con la sua "Non è l'inferno", canzone scritta assieme al cantante dei Modà alla quale si prestava molta attenzione ancora prima dell'inizio della Kermesse in quanto l'argomento trattato col solito mix di banalità e populismo era l'Italia della crisi nella supplica di un povero padre di famiglia che non arriva a fine mese.
Bene da lì si arriva all'imponderabile.
In un raptus di follia uno degli ospiti (mi pare un critico del corriere) con una domanda effetivamente un po' maliziosa chiede delucidazioni alla povera sventurata cantante sul quale può essere il modo di uscirne da questa crisi.
La povera Emma presa dal panico tenta di dare spiegazioni poco convincenti anche se stessimo assistendo ad un esame di quinta elementare, ma ci pensa subito il conduttore a rimettere la discussione su toni più tranquilli e molto meno imbarazzanti, dichiarando che lei deve cantare, non sia mai che si metta anche lei a farci le prediche.
Ora è vero che non c'è nulla di sorprendente in questa scenetta, ma a me comunque ha fatto un po' di tristezza.
Mi ha ricordato come un intera generazione sta pagando il conto di un sistema millenario senza bene saperne neanche il perchè, e di come questa stessa generazione quando se ne lamenta venga quando va bene accolta con un sorriso, perchè in fondo "cosa ne vuoi capire tu?".

Parafrasando un vecchio film, "non è colpa nostra, sono loro che ci disegnano così".

P.S. Non ho scritto per un po' perchè avevo deciso di ricominciare a pubblicare una volta trovato qualcosa che mi piacesse e non qualcosa da criticare, ma vi giuro è difficile.
Le cose belle sono così effimere!

Musica!

giovedì 22 dicembre 2011

Holy Terror? Holy Shit!

Ci sono racconti che tramite la magia della narrazione riescono ad avvicinarci a punti di vista in antitesi col nostro rendendoceli per lo meno comprensibili.
Poi c'è Holy Terror.


Chiunque abbia letto attentamente almeno un opera di Miller, sa che il buon Frank è tutto fuorchè un democratico, tutte le sue opere sono spesso pregne di misogenia e machismo a livelli molto alti anche per i fumetti super eroistici, inoltre la visione del mondo in bianco e nero, non a caso anche stilistica, rappresentata nelle sue opere non lascia scampo, il cattivo va punito e non c'è redenzione possibile per chi è "marcio".
Inoltre le sue ultime dichiarazioni sul movimento "Occupy" chiariscono definitivamente quali sono le sue idee politiche.
Con quest'opera raggiungiamo la vetta del suo essere destrorso.

Un bel giorno il vecchio Frank guardando il telegiornale ha un idea geniale, tutti che cercano Bin Laden?
Bhe ma mandiamoci Batman!
Ebbene si, l'idea prende forma e viene proposta alla DC comics e dichiarata publicamente fra proteste e sbigottimento generale..
Chiaramente la casa editrice declina, faccio presente che Superman, l'altro main character della compagnia in una delle sue ultime avventure a diniegato la cittadinanza americana sottolineando il suo essere patrimonio dell'umanità intera, in un universo del genere un Batman all'antiterrorismo stonava un po'.
Ma Miller è sempre Miller e non fatica a trovare un editore, la Leggendary comics, divisione editoriale della Leggendary Pictures, quelli che han fatto il film di 300 per capirci, ma chiaramente il personaggio di Batman rimane Off-limit.
Ma ecco che caparbio il caro Frank se ne esce con un idea geniale, "hey prendiamo Batman e cambiamogli il nome". Così fanno e ai limiti del plagio l'eroe di Gotham dopo una strategica spuntatina alle orecchie diventa Fixer l'eroe di Empire City, con tanto di Catwoman senza costume e commissario Gordon irlandese, di quest ultimo non ci si sforza neanche di cambiargli aspetto.
Ma passiamo alla trama.
Mentre Fixer e "the Cat Burgler" stanno pomiciando-combattendo su uno dei tetti di Got-ehm Empire City, una bomba contenete chiodi e lamette esplode per qualcosa come tre quarti d'ora massacrando mille-mila innocenti, Fixer non sembra aspettare altro e subito inizia ad uccidere un gruppo di terroristi da operetta, pericolose caricature etniche, dichiarandosi "in guerra" molteplici volte.  Da lì in poi muore un sacco di gente, esplode una pseudo statua della libertà e chiaramente il "nostro eroe" arriva al confronto finale coi terroristi di Al Queda all'interno della moschea principale della città ( ah ecco dove si nascondevano!).
Non vi dico chi vince ma penso che potete arrivarci da soli.
Altro particolare interessante, per differenziare il suo personaggio da Bruce Wayne viene inventato un dialogo ai limiti del demenziale fra l'Aggiustatore e la gatta.
La gatta chiede al protagonista per quale motivo fa' quello che fa', ipotizando genitori morti e pianeti distrutti, bhe il protagonista risponde sorridente "per fare pratica, restare in forma prepararmi a questa notte, tutta la vita che mi preparo per questa notte".
Un cazzone insomma.

Quindi fra battute razziste, personaggi senza senso e spessore, trama a dir poco scontata quello di Holy Terror è il peggior Frank Miller della storia, anche graficamente al di sotto di se stesso con un tratto totalmente ego riferito a volte anche di difficile comprensione.
Un fumetto veicolo delle peggiori spinte che la società americana riesce a creare. Una schifezza in grado di rovinare anche la migliore collezioni di fumetti possibile, statene alla larga!

mercoledì 14 dicembre 2011

Non esistono sfruttatori buoni


Ieri un ragazzo di vent'anni moriva sepolto da tonnellate di ferro per una paga di sei euro e cinquanta all'ora, mentre sette dei suoi colleghi rimanevano feriti, uno sta subendo un intervento.

Ho lavorato nel mondo dei concerti per anni e parlo con cognizione di causa quando dico che ciò che è succeso ieri, ammesso e non concesso che sia stata una tragedia inevitabile, di certo non si è sviluppata in questo clima idilliaco che ci viene propinato dai comunicati dell'entourage e di Cherubini. Chiaramente non ero lì e non posso conoscere le dinamiche nello specifico, ma allo stesso tempo conosco bene l'andazzo in quello che Jovanotti definisce sul suo sito " un settore serio dove non c'è approssimazione e improvvisazione" e ancora dove "c'è totale rispetto delle leggi e delle persone" , la mia esperienza è molto diversa, io ho lavorato molto spesso circondato da pressappochismo e scarsissimo rispetto per la mia figura professionale, quella del facchino, che poi era la stessa del povero Francesco.
Per quanto riguarda il rispetto delle leggi mi viene da ridere, solo a livello contrattuale almeno meta del mio stipendio era in nero, ho lavorato anche 16 ore consegutive e buona parte dei lavoratori che mi circondavano erano migranti, e penso che fra di loro il contratto regolare era una chimera.
Le problematiche che mi spinsero ad abbandonare quel lavoro quasi del tutto, oltre ai problemi di salario comuni a molte altre categorie, erano proprio legate alla sicurezza. Un incidente simile a quello di Trieste mi ha coinvolto in prima persona, la fortuna fu per me e i miei colleghi quella di riuscire ad allontarci dal palco per tempo. Assieme a questa assistei anche ad altre possibili tragedie, alcune delle quali rimaste taciute per il semplice fatto che non ci scappò il morto.
Ho amato quel lavoro, ma bisogna tener presente che a meno che non si riesca a fare carriera e migliorare la propria situazione presenta tante difficoltà ed è un lavoro pesante anche in situazione ottimale. Ma organizatori che agitando lo spauracchio della crisi continuo ad abbassare i costi e i salari, non aiutano di certo . Noleggiare materiale più vecchio per spendere meno, non può che peggiorare il livello delle condizioni lavorative.

Ora non voglio dire che l'artista sia direttamente responsabile, non sta a lui controllare, ma trovo offensivo che ci venga descritta una situazione non veritiera per non mettere in pericolo la propria fama di artista "impegnato".
Tutte le problematiche da me spiegate ( e non sono di certo tutte ) risultano facilmente analizabili anche dopo due giorni di lavoro, figurati lungo tutta una tournee. Se questo non è stato fatto che non ci venga raccontato il contrario e soprattutto che non si spenda neanche mezza parola che possa anche se indirettamente allontanare la responsabilità da chi ha permesso che una tragedia simile accadesse.


è ora di finirla di nascondere gli sfruttatori siano essi in Africa o a Trieste.

martedì 8 novembre 2011

Il toro meccanico e la politica


In un momento dove la prima pagina del Corriere della Sera assomiglia sempre più pericolosamente a quella del Manifesto per quanto concerne le filippiche anti-berlusconiane, oramai si ha sempre più l'impressione che un epoca politica stia tramontando, o per lo meno mutando.
La maggioranza di governo è sempre più risicata e i suoi componenti fra correntine e cambi di bandiera ricordano sempre di più una colonia di topi intrappolati in una barca che affonda.
Ma mentre per il Pdl si avvicina il ruolo del sedotto è abbandonato mentre il suo leader, novello Sandokan, salpà per qualche isola del sud ( se non riesce a infilarsi nel Quirinale ), il Berlusconismo vero, quello viscerale e sotteraneo è ben lontano dal suo tramonto.
Basta guardare il primo programma di approfondimento politico per scoprire notizie fantastiche che un po' fanno dubitare del fatto che il tessuto stesso della realtà sia ancora integro.
Com'è che si parla della scelta di Gabriella Carlucci di abbandonare il Pdl per l'Udc?
Comè che Giorgio Gori è schierato all'interno del maggior partito di (s)inistra?
Dove lavoravano costoro neanche troppi anni fa?

Il berlusconismo non era pericoloso solo a livello politico, già prima della oramai storica scesa politica del '93 il pericolo era più sociale. Questo infame periodo di egemonia elettorale non è servito  nient'altro che a sdoganare certe figure che facevano già il bello e cattivo tempo in questo paese almeno dagli anni 80, anche se rimanevano nel "sommerso".
Su questo hanno vinto in tutti i campi.
Il secondogenito provincialotto e arrichito che scalpitava per prendere il posto del fratello maggiore con la puzza sotto il naso, non solo ce l'ha fatta, ma ha pure ammazzato i nipoti.
I danni politici ed economici forse si potranno anche risanare, ma quelli realmente prioritari, cioè quelli culturali saranno molto più ardui da sistemare.
Il cancro è andato in metastasi.

Non festeggiamo troppo perchè il re è nudo, questa volta è meglio preoccuparsi del sarto.

domenica 30 ottobre 2011

LA SIAE BATTE CASSA, TRAILER A PAGAMENTO

Sommersa dai debiti la Siae si è inventata un nuovo modo per spillare soldi andando a colpire chi a livello amatoriale recensisce o publicizza a titolo gratuito le opere cinematografiche.


La trovata è questa: chiunque pubblica su blog o siti web trailer cinematografici contenenti musiche, dovrà pagare una tassa trimestrale di 450 euro per la publicazione di soli 30 trailer. Anche se questi vengono presi da Youtube o affini.
Praticamente i trailer vengono equiparati alle opere complete.
I vantaggi di questa tassazione sono scontati, ma vanno ben al di là del risanare le casse dell'antiquata Società degli Autori e degli Editori, chiaramente imporre di pagare una cifra così alta a chi senza riceverne introiti diffonde o recensisce i film equivale ad impedirglielo e a rendere le loro fatiche meno appetibili al pubblico più pigro, tutto questo a guadagno di chi le recensioni le fa di mestiere e che è spesso più "vulnerabile" alle lusinghe delle grosse case di produzione diventando poco obiettivo.

Due righe anche sulla SIAE in se stessa.
La SIAE quando arriva a raccimolare qualche guadagno lo ridistribuisce in percentuale a quelli che vendono di più, per cui quando comprate il CD di un nuovo artista semi-sconosciuto "perchè è giusto sostenerlo" pensate che parte del prezzo che pagate rischia di andare dritto dritto nelle tasche di Vasco Rossi e delle sue ultime dissertazioni sull'organo riproduttivo femminile miste a banalità sulla vita.
La SIAE non tutela gli autori, per quello al limite c'è il copyright (anche se non ne sono così convinto), la SIAE danneggia gli autori costringendoli ad alzare prezzi di CD, biglietti, spettacoli e quant'altro, quasi sempre senza che questi ne abbiano un benchè minimo ritorno.

domenica 16 ottobre 2011

ROMA CAPOCCIA

Come ci si poteva aspettare dopo il corteo di ieri a Roma un coro di protesta si sta levando.
Verso i manifestanti.
Che sia dall'informazione di regime o dal bigottismo sinistroide tutti si stanno affrettando a distanziarsi il più possibile dai cattivi ragazzi che spaccano le Madonnine delle chiese,.
Ora che questo giochetto lo facciano i lacchè di mediaset e rai per delegittimare i reali motivi di protesta che sempre con maggiore difficolta sono impegnati a nascondere sotto il tappetto ce lo si può anche aspettare, ciò che trovo orribile è che una così ferma condanna arrivi dalle persone che ieri erano in pazza.
Capisco che il terrore del metodo Cossiga funzioni, e sono sicuro che indagini ed accertamenti civili dimostreranno che fra gli "incappucciati" alcuni erano lì per "motivi di lavoro", ma allo stesso tempo mi sembra miope non  rendersi conto che molti erano lì perchè volevano anche solo per un momento una rottura con il sistema che ormai taglia fuori  giovani ( o meno giovani) non solo dal proprio futuro ma anche dal proprio presente.
Direi che c'era da aspettarselo che viste le dimensioni della manifestazione qualcuno avrebbe deciso forse anche ispirato dai recenti avenimenti mondiali di uscire dalla logica della protesta pacifica, quindi chi tanto si lamenta di aver visto il suo corteo stuprato dai bruti per quale assurdo motivo non è riuscito a tenere a bada questi pericolosi estremisti?
Sto parlando di autorganizzazione, non di giustizia sommaria della piazza, se persino le forze dell'ordine stanno risfoderando pratiche che non si vedevano dagli anni settanta come ronzare davanti al corteo con le camionette lanciate a tutta velocità, forse è il caso di risfoderare anche noi pratiche inusuete e demodè come il servizio d'ordine. Se nessuno sa o vuole gestirsi la piazza che nessuno si lamenti di come poi i cortei "degenerano".


Sette persone sono in questo momento trattenuti in arresto e stranamente in pochi ne parlano difendendoli come meriterebbero, per eventi molto più discutibili le persone erano decisamente più propense ad acclamare la scarcerazione.

Ti mettono una pietra in mano ti sfidano a lanciarla e poi ti arrestano...

Spegnete i televisori e lasciateli parlare da soli.

giovedì 6 ottobre 2011

Ddl intercettazioni

A quanto pare lil comma 29 del ddl intercettazioni noto come "amazza blog" è stato nuovamente emendato, adesso prevede l'obligo direttifica solo per le testate giornalistiche online registrate.

In parte una buona notizia, ma non festeggiamo troppo, il ddl nel suo completo è un immensa porcata.

La libertà di stampa è importante, e già in Italia ce n'è poca...

 Non abbassiamo la guardia il comma del ddl intercettazioni è solo l'ultimo di una serie di tentativi atti a limitare la libertà del web e dei suoi fruitori. Internet può essereun arma fortissima per l'informazione e la libertà di pensiero, non facciamocelo portare via.

mercoledì 5 ottobre 2011

DDL INTERCETTAZIONI: salviamo il web!

Il DDL intercettazioni deniminato anche legge bavaglio del quale si parla in questi giorni comprende al suo interno (comma 29) l'ennesimo tentativo di un governo liberticida di fermare la libertà del pensiero sul web.
Gia proposto in emendamenti e leggine varie (vedi su tutte la delibera Agcom) ritorna forse anche peggiore come comma del nuovo decreto.

In sostanza chiunque scriva su internet si ritroverà costretto non solo a corregere al volo notizie considerate scomoda ma in più a publicare smentite,lamentele o reclami  di chiunque , si sentisse offeso, infastidito o semplicemente criticato da ciò che viene scritto. Questa "rettifica" deve essere publicata entro 48 ore e deve rimanere nell' home page del sito per trenta giorni pena salatissime multe, si parla di multe da un minimo di
7 .500 € ad un massimo di 12.500 €.

Se ben guardiamo è additirittura peggiore del tentativo di investire l'agcom del potere di "censore maximo del web", almeno lì c'era una sorta di "arbitro" al quale rivolgersi per quanto parziale potesse essere, in questo decreto si da direttamente il potere diretto a chiunque di agire fermando una notizia  che non gli piace, ad esempio prendiamo il recente caso "Blasco vs Nonci" dove il sito satirico si è auto-oscurato per protestare contro una querela intentata dai legali del cantante riguardo la pagina a lui dedicata.
Con questo decreto Vasco avrebbe potuto sporgere querela e intanto bloccare la pagina ed esigere che la sua replica venisse pubblicata.
Insomma un arma in più per fermare chiunque parli di te sul web in una maniera che non ti piace.

Questa legge va fermata, l'importanza di internet per quanto riguarda l'informazione è grandissima, un internet piegato hai voleri dei potenti come editoria e televisione sarebbe il colpo finale per ammutolire completamente chiunque la pensi in maniera diversa.

SALVIAMO INTERNET!
 p.s. la protesta di Wikipedia è molto eloquente sui futuri effetti di questa legge, ma questo non vuoldire che Wikipedia sia stata già oscurata è uno "sciopero"...


CHI SI PREOKKUPA DAVVERO DI NONCICLOPEDIA?

In sostanza la situazione si è risolta con uno scontato pareggio, i ragazzi di nonciclopedia riaprono il loro sito togliendo la pagina dello scandalo e la portavoce di Vasco si impegna a ritirare la querela.
Il cantante di Zocca (la battuta sull'anagramma ve la risparmio va) probabilmente temendo una perdita di popolarità si accontenta della tirata di orecchie salvandosi dalle accuse di censura.
Il sito satirico si dissocia dalla "violenza con cui il web ha reagito alla nostra (di nonci) decisione di oscurare il sito" (parole loro), ma allo stesso tempo va a dormire più tranquillo perchè sa che al primo segno di aggressione censoria ha un esercito di volontari ben agguerrito su cui contare.
Fin cui tutto bene, ottimo sapere che almeno per quello che riguarda se stesso il web sappia difendersi e sia sempre più consapevole di essere popolo sovrano. Un po' meno ottimo sapere che vasco debba toccare nonciclopedia per essere schifato come merita per la qualità della sua musica o le sue dichiarazioni da vecchio bruciatone, ma come al solito il pericolo non è così scontato...

(e qui parte la musichetta complottista che vi fa strizzare le chiappe)

Più di una pagina è stata aperta in solidarietà al sito demenziale, alcune create da personaggi più o meno spontanei, altri da gente che la battaglia sulla libertà di pensiero l'ha inserità nel programma elettorale del suo partito che non è un partito (va bhe altro discorso) e altre da giovani e dinamiche cross media agencies che dal 2004 offrono affidabilità e creatività, aspetta un attimo, EH??
Ebbene si, leggendo il fondatore del gruppo "Salviamo nonciclopedia" la pagina che vanta il maggior numero di iscritti, scopriamo che è di una certa genera.tv e se andiamo a vedere la pagina di questi buoni samaritani scopriremo che non sono altro che un gruppo di publicitari che lavorano in prevalenza su internet, che se fossero gente di mestiere che gratuitamente si impegna per una buona causa andrebbe anche bene, ma chiaramente non è così.
Provate a pensare un attimo ad una pagina che da un giorno all'altro guadagna quasi 200.00 mila "mi piace" più chissà quanti altri contatti  tutto d'un tratto orfana della motivazione primaria per la quale apparentemente era stata creata che si ritrova in mano ad una agenzia pubblicitaria.
Bhe direi che il dubbio che questa mole di possibili fruitori e di dati non verrà buttata via è più che legittimo. Se poi andiamo a vedere le altre pagine (robe come: legge bavaglio no grazie o wikipedia patrimonio dell'umanità) create da questi geni publicitari con un copia incolla scandaloso per il solo fatto di fare numero, diventa sempre più concreta la possibilità che qualcuno stia prendendo e incanalando  il dissenso della gente dove gli conviene per motivi non proprio nobili.
Sarò il solito malfidato io, ma consiglio a tutti di eliminarsi da pagine con ambiguita simili.
Il dissenso è considerato dal marketing da tempo, e questo può anche non essere un problema se avremmo la forza di sfruttare questi personaggi solo quando servono e poi scaricarli, ma bisogna per prima cosa essere sempre consapevoli che questo sta accadendo.

Un giorno potrebberò arrivare a fagocitare del tutto cose a cui teniamo davvero, quindi attenzione...